Aperitivo all’olio: è boom

“Bloily Mary”, lo si potrebbe chiamare ed è quello che va per la maggiore. E’ una tendenza che sta spopolando a Londra. L’olio dei cocktail, però, è rigorosamente italiano. A dimostrazione che, le nostre eccellenze sono sempre la base delle mode più interessanti…

di Fulvio Raimondi Sommelier dell’olio

Spesso le nuove tendenze e le idee innovative nascono e trovano terreno fertile nelle grandi città. Nelle metropoli il passaparola è più veloce. Non conosce gli ingorghi del traffico, anzi, acquista fluidità dove le occasioni di socialità sono maggiori. E infatti, in una di queste città, forse in Europa quella più all’avanguardia in fatto di novità, Londra, si sfrutta quella che è una delle eccellenze italiane per colpire e stupire il popolo degli aperitivi: l’olio extravergine di oliva. Il pub “Artesan” di Londra si è aggiudicato per la quarta volta consecutiva il primo posto tra i 50 migliori bar al mondo, e uno dei meriti è quello attribuibile al cocktail “Oliveto”. Per usare l’olio evo in questo genere di bevande è bene sapere che ci sono oli evo di qualità, che, grazie alla loro intensità, al loro apporto di amaro-piccante naturale, oltre a far venire fame, accendono la gola, stimolano il gusto e aprono letteralmente lo stomaco. Questo è dovuto alla quantità di polifenoli che certe cultivar contengono. La Coratina pugliese, ad esempio, può arrivare ad avere una carica polifenolica di oltre 1400 mg/kg, quando la media si aggira sui 600/700. UnMoraiolo toscano o una Tonda Iblea siciliana, con i loro fruttati intensi e muscolosi riescono a fornire quella giusta stimolazione dell’appetito e quell’originalità al cocktail che apre infinite possibilità. Infatti, alcuni cocktail classici come il Gin Tonic, si tramuterebbe in Gin Oil Tonic. Stesso discorso vale per il Vodka Tonic che diventerebbe il Vodka Oil Tonic, oppure un altro classico come il Bloody Marydiventerebbe il Bloily Mary. Un’altra di queste possibilità di usare l’olio evo come aperitivo è servirlo a margine di assaggi che possono essere fatti con semplici fette di pane, con formaggi, verdure grigliate, qualche salume e perché no, con alcuni dolci. Dopo aver scelto il cocktail ed aver preso gli assaggi di quello che si vuol mangiare, ci si fa servire un olio scelto tra una gamma di una decina di oli indicati su una vera e propria carta degli oli. L’olio così scelto lo si verserà per assaggiarlo e gustarlo con i vari stuzzichini che ci verranno serviti. Ma per entrare giustamente nel dettaglio, dopo aver stuzzicato per bene la curiosità di chi sta leggendo, ecco la ricetta del famoso “Oliveto”. Provare per credere!

6 cl di Martin Miller’s Westbourne gin, 1 cl Licor 43, 3 cl succo di limone fresco, 1 cl sciroppo di zucchero, 1,5 cl olio extravergine di oliva, un albume, una leggera aggiunta di soluzione salina. Shakerare gli ingredienti, aggiungere il ghiaccio ed agitare ancora per un paio di minuti per poi filtrare il tutto in un bicchiere raffreddato da congelatore. Mentre invece se si volesse realizzare il Bloily Mary sarebbe corretto seguire questa ricetta: Gin Mare, Pomodorini datterini, Olio evo (a seconda dell’intensità si può scegliere un fruttato intenso o più delicato, ma essendoci il pomodoro consiglierei di stare su uno intenso) Basterebbe frullare i pomodorini metterci la giusta quantità di olio evo e aggiungerci il Gin. Dopo aver shakerato per bene, versare nel bicchiere e servirlo decorato facendo cadere delle singole gocce di olio sulla superficie del succo di pomodoro. Altre due varianti sono quelle con il Kiwi o la banana al posto dei pomodorini. Insomma, questa nuova tendenza coniuga la voglia di socialità con una delle eccellenze del gusto italiano dando anche quel tocco di genuinità che non guasta assolutamente e sempre più spesso vedremo cocktail come quelli che vedete in foto. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.