Avetrana e l’olio evo degli dei

Un’ esperienza di degustazione ed escursione tra sterminati campi di ulivi secolari sul mare. Subito sei pervaso dalla bellezza e da un senso di pace. La scoperta di tre oli che prendono il nome di tre divinità e che hanno caratteristiche peculiari. Un viaggio per il corpo e per la mente in Puglia raccontato da chi dell’Evo conosce tutti i segreti ma non finisce mai di stupirsi…

di Fulvio Raimondi, sommelier dell’olio in giro per l’Italia

 

Avetrana – Spesso, per fidarsi di qualcuno, non basta una vita, a volte invece possono essere sufficienti delle sensazioni che, attraverso una linea telefonica, percorrono tutto un paese.
E sono state proprio queste sensazioni, frutto di un’empatia animale – perché sentite arrivare dall’anima – a condurmi in quel di Avetrana, in provincia di Taranto.
Avetrana è un paesello di poco più di 6500 anime a circa 6 km dal Mare Ionio che bagna il lato tarantino della Puglia. Una torre del XIV secolo di origine normanna domina il paese che, vista la vicinanza alla costa e immerso in una campagna molto rigogliosa, vive di turismo e agricoltura.
Ad attendermi avrei trovato Valentina Ferrara, che mi contattò dicendomi che mi avrebbe raccontato una storia fino a condurmi a scoprire un olio evo molto particolare. Il suo garbo e la sua grazia, doti ormai rare in questi anni di squadrismo verbale, hanno fatto breccia nella mia curiosità così che, in un pomeriggio di fine luglio, mi sono messo in strada per raggiungerla. Lei è la responsabile marketing e comunicazione dell’agriturismo Marina piccola situato a metà strada tra il paese e il mare ed è una vera e propria azienda agricola biologica fondata nel 1955. Immersa negli uliveti secolari in un affascinante scenario rurale, come riportato sulla bellissima brochure, è formata da medici di campagna e dai fondatori che sono i fratelli De Padova. Dai loro circa 160 ettari di coltivazione, dalle loro 30mila piante, producono ed imbottigliano olio evo biologico dalle cultivar Frantoio, Leccino, Coratina, Nociara e Picholine per una quantità di circa 300 quintali di cui 200 venduti all’ingrosso ed i restanti 100 vengono imbottigliati. Oltre a tutto ciò riescono ad avere la disponibilità anche di 2000 quintali di olive da mensa di cultivar Leccino. Una delle particolarità di questo luogo è rappresentata dal fatto che è possibile venire guidati in una vera e propria escursione tra gli ulivi. E Valentina è anche una guida esperta rendendo molto suggestivo il passeggiare tra gli ulivi al tramonto che, essendo situati su una collinetta di un centinaio di metri sul livello del mare, offrono un panorama che fa arrivare la vista fino al mare. Il sottofondo sinfonico regalato dalle cicale permette di mettere in pace il proprio corpo e la propria anima con il mondo.


Alla fine del giro si arriva al ristorante, che si trova sotto un pergolato sapientemente illuminato, ed apparecchiato, così bene che fa quasi casa in cui, su ogni tavolo, ci sono tre bottiglie di olio evo chiuse, nuove, intonse. Personalmente è la prima volta che mi capita di vedere una cosa simile. E queste tre bottiglie di olio, rappresentando tre fruttati diversi, sono dedicate a tre divinità dell’antica Grecia.
C’è l’olio più delicato denominato “Olio dolce” che è dedicato ad Athena famosa perché fece nascere dalla terra una pianta di ulivo come segno di prosperità future. Ѐ un olio delicato dal profumo fresco di erba e di mandorla ma senza essere privo di quell’amaro e piccante che anche in un olio delicato devono esserci.
Poi c’è l’olio chiamato “Amaro leggero” dedicato alla dea Demetra che guariva da sortilegi usando acqua e olio sommate a qualche preghiera e allo stesso modo, quest’olio, leggermente più intenso del precedente con un maggior numero di polifenoli, ha apporto maggiormente salutare sull’intero organismo.
Ultimo, ma non meno importante, ecco l’olioFruttato verde” dedicato invece a Taras figlio del dio del mare che sale ancora di un gradino nelle intensità riesce a sostenere cibi anche più strutturati per la sua persistenza dei suoi profumi e sapori.
Questo modo di presentare l’olio evo è sicuramente innovativo e originale. I clienti che sono arrivati non solo si incuriosivano, ma li assaggiavano e soprattutto chiedevano informazioni, volevano sapere come assaggiarli e su quali piatti sarebbe stato meglio metterli. E, cosa non meno importante, alla fine della cena, tutti acquistavano almeno una bottiglia d’olio.
L’evoluzione del benessere, messa in campo magistralmente dal titolare, Pietro De Padova, parte da questa cura proseguendo poi dai prodotti che venivano serviti e che erano frutti delle loro coltivazioni; dalle verdure al vino, dalle carni alla frutta. Una vera e propria oasi del benessere, per il corpo ma anche per l’anima, tanto che risultano davvero giustificate le 200 chiamate giornaliere che la struttura riceve per le prenotazioni.

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