Fattoria Il Gaggio: come si fa il “Metro 0”

Foto : Clublab Lugano

Sonia e Donato credono nel loro sogno a Km0.

Da poco più di due mesi  seguono la  rivendita di alimentari di produzione della fattoria Il Gaggio, a Galliate Lombardo, sulla pista ciclopedonale del Lago di Varese.

“L’idea è nata qualche mese fa – racconta la coppia con l’entusiasmo di chi si lancia in un’avventura – sull’idea di un nuovo progetto dei proprietari della fattoria, partendo da quello che già avevano a disposizione. La fattoria era conosciuta da anni come agriturismo con servizio di ristorazione e b&b. Mancava una piccola bottega di carni, salumi, formaggi a km0. Io sono macellaio e ho sempre avuto attività mie di vendita di carne. Negli ultimi anni ho lavorato anche per la Grande distribuzione organizzata. Sonia lavorava già qui, in amministrazione. Mi è piaciuta subito l’iniziativa, quindi  sono entrato a far parte  dello staff. Insieme ci siamo organizzati per allestire il negozio, ricavato in uno spazio che originariamente era una stalla. Abbiamo dovuto accelerare al massimo ai primi di marzo, l’11 è stato comunicato il lockdown e il 20 abbiamo aperto”.

A dispetto di chi dice che gli inizi sono difficoltosi e che il momento non è proprio quello giusto, la fattoria Il Gaggio ha dimostrato che può non essere sempre tutto negativo. Anzi.

“Da quella data non ci siamo fermati un giorno – spiega Donato – perché da Galliate e da molti altri paesi qui vicini abbiamo avuto una richiesta sempre maggiore, con prenotazioni, take- away, consegne a domicilio, tanto che ci siamo resi conto che l’intuizione iniziale era valida: offrire qualità, trasparenza e prezzi centrati”. Una formula vincente, che si basa essenzialmente sulla qualità: “La carne viene frollata in una cella statica a ventola per 15/20 giorni prima della vendita. Questo le permette di mantenere tutte le proprietà nutritive. Insomma, quando la metti in pentola non esce acqua. La carne cuoce, resta integra nel volume e nella sostanza!”.

Qualità è anche seguire tutto il percorso di vita dell’animale, con particolare attenzione a quello che mangia, sottolinea Sonia: “Qui le mucche pascolano nei nostri terreni e si cibano di foraggio no OGM. Lo stesso per le caprette. Il pollame è allevato a terra. Frutta e verdura arrivano dalle nostre  serre che si trovano in loco”.

E tutto quello che non si riesce a produrre in fattoria arriva da altre realtà con gli stessi standard, magari solo più specializzate in un certo prodotto. Come i formaggi o i salumi che arrivano da aziende agricole della Lombardia, dalla Valtellina alla Bassa, fino all’Emilia. “Per la frutta – chiarisce Donato – ci riforniamo da agricoltori del Sud Italia, ma anche in Liguria, Emilia Romagna”.

Il loro vuole essere un approccio professionale e leale nei confronti del consumatore, la migliore forma di pubblicità e fidelizzazione: “È logico che la nostra realtà agricola non può coprire tutta la richiesta e non intendiamo allevare intensivamente il nostro bestiame o spacciare per nostri prodotti che non lo sono. I maiali, per esempio, non possono essere cresciuti in prossimità del lago; mentiremmo se dicessimo che vivono e crescono qui in fattoria. Arrivano da aziende che rispettano gli stessi principi e che adottano gli stessi sistemi di allevamento. Questa per noi è trasparenza”.

Ultimo punto, ma non meno importante, riguarda i prezzi applicati. I due imprenditori stupiscono ancora una volta: “La proprietà ha deciso – spiega Sonia – di allinearsi alla grande distribuzione, per tutta la nostra produzione. Sui prodotti di cui ci approvvigioniamo, soprattutto frutta e verdura, cerchiamo di applicare un giusto ricarico. Contiamo di andare avanti così, dando continuità a quello che abbiamo iniziato in un momento particolare. Vogliamo dare la possibilità di acquistare cibo di alta qualità a tutti”.

Mariangela Prestera

One thought on “Fattoria Il Gaggio: come si fa il “Metro 0”

  1. Negozi di prossimità, botteghe e spacci di qualità con prezzi “centrati”. Non solo un acquisto ma una esperienza di acquisto.
    Ottimo!

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