L’Umbria “evo” da Decimi e lode

Una bella immagine della famiglia Decimi

Foto: Olio Decimi

L’Umbria è il cuore verde dell’Italia e in questo verde si ritaglia un posto d’onore la produzione di olio extravergine. In questa regione, che tra le altre cose è l’unica che ha la propria zona DOP estesa per la totalità del suo territorio, oltre l’80% della produzione di olio evo è altamente qualitativa.

Quella della coltivazione dell’ulivo è una tradizione che si tramanda a partire dagli Etruschi e continuata con l’apporto dei Romani che furono i primi ad intuire che quel prezioso nettare potesse diventare un vero e proprio alimento. Poi, dopo un periodo in cui la produzione di olio subì una forte flessione a causa dell’arrivo di olio dalla Spagna e dal Nord Africa, ci fu una ripresa nel Medioevo, periodo nel quale le organizzazioni religiose ed i molti monasteri fecero ripartire la produzione. Nel 1400 circa ci fu addirittura un decreto che obbligava gli agricoltori a piantare annualmente una certa quota di ulivi, ma fu nel 1800 circa che, grazie allo stato Pontificio, l’Umbria divenne definitivamente una delle regioni più importanti per la produzione di olio evo.

La coltivazione in questa regione è prettamente collinare. Di non facile gestione soprattutto in fase di raccolta per la presenza di veri e propri terrazzamenti. Il lato positivo di questo aspetto è che le piante di questa regione tendono a resistere maggiormente ai parassiti ed agli sbalzi di temperature nel periodo primaverile. 

Attualmente la produzione di olio extravergine umbra può contare su circa 260 frantoi disposti su un’area di oltre 27 mila ettari con un quantitativo di alberi stimato in circa un milione e mezzo. La produzione dell’ultima annata ha però subito una flessione rispetto all’annata precedente che era stata invece molto florida. Sono state prodotte poco meno di 3900 tonnellate.

La zona DOP dell’Umbria comprende le province di Perugia e Terni e si snoda su un vero e proprio percorso diviso in 5 settori: Colli del Trasimeno, Colli Orvietani, Colli Amerini, Colli Martani e Colli Assisi-Spoleto. 
Ed è proprio ai piedi del monastero più famoso che si produce una delle eccellenze italiane. A Bettona, un paese di 350 metri di lunghezza, secondo quello che dicono gli abitanti, al tramonto, se si arriva in uno dei molti punti panoramici, si può ammirare Assisi in tutto il suo splendore. In quella valle, fatta di paesi che sembrano di sughero, l’olio evo è una fede oltre che cultura e tradizione. 
Ed una di queste prelibatezze per il palato è prodotta dall’azienda agricola Decimi. Avendo assaggiato un loro olio su una zuppa di ceci, ho capito perché lo hanno chiamato così, “Emozione”.
Quando ci si accorge di essere in sintonia con qualcuno, quando qualcuno parla e c’è chi ascolta, quando il dialogo non trova ostacoli ecco che si spiega il risultato di quell’olio su quella zuppa. Ѐ come qualcosa nel posto giusto al momento giusto. Le maggiori cultivar umbre che compongono questo blend, Moraiolo, Leccino, San Felice e Frantoio, fanno fare la ola alle papille gustative regalando emozione, eleganza e fascino al piatto.
Sono cultivar, queste, che se raccolte anticipatamente come loro magistralmente fanno, perdono in resa quantitativa di prodotto, ma acquistano una carica polifenolica che rendono il nettare qualcosa di esclusivo ed indimenticabile.
E tutto questo ho trovato quando sono andato a trovarli venendo accolto dalla signora Romina con la classe ed il garbo della consapevolezza di ciò che sanno produrre. I locali freschi ed accoglienti mi hanno rimesso in sesto dal caldo che quel agosto stava scatenando; i locali del frantoio puliti meglio che una sala operatoria, e poi che piacere sentire come comunicava la passione, il lavoro e l’amore messi in gioco per produrre quell’eccellenza. 
Un vero e proprio esempio di maestria e dedizione. 
E proprio quest’anno l’olio “Emozione” ha ricevuto il Corona2020 Maestro d’oro nelle guide Terred’Olio 2020.
Insomma, l’Umbria ha proprio un cuore nobile ed un olio da dieci Decimi con lode.

 

Fulvio Raimondi
Sommelier dell’olio.

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