Olinsky, Metafisico e Pop

Olinsky “Il Pescatore”

Un viaggio nelle tele di un pittore che non amava farsi identificare, se non attraverso le sue opere enigmatiche e surreali…Olinsky, metafisico e pop, alla fine,  scelse Milano come città del suo buen retiro.

di Marco Englaro

Olinsky esiste? Quanti anni ha? Dove vive?  Poco importa. Ciò che conta è che oggi noi possiamo godere della sua arte. La capacità pittorica di Olinsky si rivela nell’attualizzazione del gesto: scardina il racconto della storia prolungandola in una riflessione divertita e divertente sull’arte.  Il topo ficcanaso, onnipresente, divertente, ironico, simbolico, protagonista invadente è coniugazione di tempo e spazio, filo conduttore di un percorso che Olinsky compie con leggerezza negli ambiti dell’arte attraverso la memoria.  Ciò che si legge con gli occhi, ciò che si sedimenta, ha bisogno della mano, intelligenza del pittore, per divenire manufatto artistico. Tutti i meccanismi utilizzati da Olinsky passano attraverso un uso della pittura ad olio che ha una tradizione vincolante ma che si srotola in una dimensione personale dai risultati quasi temerari. 

Olinsky “Omaggio a Pouis”

Uno splendido legame tra la pittura classica, di alta qualità e una dissacrante attenzione ai comics classici rende le sue tele opere uniche e decisamente piacevoli, moderne…Olinsky è nato il 28 marzo 1886 a Slavateck nella Slavonia Occidentale, in Corazia. Dal 1918 segue la scuola di Belle Arti di Celjabinsk e nel 1923 si stabilisce a Madrid e collabora con il pittore accademico Alvarez de Sotomayor , direttore del Prado.  Dal 1923 al 1943 ha una profonda crisi religiosa e per circa 20 anni resterà inattivo all’interno del Convento Francescano di Valladolid riuscendo così a non essere coinvolto nel conflitto mondiale.  Nell 1945 si trasferisce a Parigi e frequenta Andrè Breton non condividendo pienamente le idee surrealiste. Nel 1946 acquista alla Gare de Lyon un numero di Topolino e ne rimane folgorato.

 

Olinsky “Reincontrarsi”

Rinnega tutta la sua arte precedente e considera Disney l’unico grande artista del XX secolo. Dal surrealismo di Breton alla Pop Art di Andy Warhol, Olinsky rinnega la storia dell’arte per abbracciare l’immaginario disneyano.  Il celebre Topolino è, infatti, il soggetto privilegiato delle sue narrazioni fantastiche e surreali ambientate in paesaggi arcaici o metafisici.  Dal 1987 si trasferisce a Milano e, ritirandosi a vita privata, affida al professor Paolo Sandano il compito di divulgare la sua opera e curare il suo archivio.

Olinsky “L’isola di Pasqua

 

 

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