Sinefinis, due anime di frontiera in un calice di bollicine

Un vino made in Eu. Non italiano, non sloveno. Ma europeo. Siamo a due passi da Gorizia e alla medesima distanza dalla Brda, il Collio sloveno. In località Jazbine/Giasbana, nei pressi del piccolo abitato di Gradisciutta, sorge l’azienda agricola di Robert Prinčič, Gradis’ciutta. E Sinefinis è la nuova frontiera…  

di Alexa Kuhne

Un vino racconta sempre una storia. Quella che vogliamo farvi conoscere è la storia di “Sinefinis”, una bollicina che unisce le frontiere e che suggella prima una amicizia e poi un progetto. Grande, perché dietro ci sono pensiero, passione, conoscenza. In questo punto del Collio goriziano la frontiera tra Italia e Slovenia si perde, fino a scomparire fra i filari di uva. Proprio questo (non) confine ha visto nascere una storia progetto molto interessante, Succede che il giovane e ambizioso Prinčič durante il suo Master in Wine Business, presso il Mib di Trieste, conosce il collega sloveno Matiaz Četrtič, dell’azienda Ferdinand.

Matias e Robert

Un colpo di fulmine imprenditoriale: i due ragazzi decidono di unire le loro forze e le loro capacità agronomiche e commerciali. Nasce così l’idea di valorizzare uno dei vigneti storici della zona, la Ribolla gialla o, con il suo nome medievale, la Rumena rebula , trasformandolo in qualcosa di nuovo. Il progetto ha il suo naturale sbocco in Rebolium Sinefinis, bollicine senza confini, né ostacoli: uno spumante metodo classico fatto da uve di entrambi i produttori, per l’occasione consorziati in un’unica azienda, denominata appunto Sinefinis. “Papà non imbottigliava – racconta Robert -, produceva solo e poi dal ’97 è nata l’etichetta con marchio Gradisciutta. Io volevo creare un nome legato fortemente al territorio. Dal 2008 l’azienda ha cominciato la sperimentazione biologica. Il mio proposito è stato quello di unire le forze e le conoscenze, oltre ogni confine, per proporre qualcosa di nuovo, buono, giusto e unificante”. Da questo pensiero ha avuto inizio un’avventura enoica e anche un po’ eroica. Robert Princic e Matiaz Cetrtic ora producono vini e vivono ai due lati del confine. Hanno esperienza alle spalle, data dal lavoro sul campo. Per celebrare l’ingresso della Slovenia in Unione Europea e la riunificazione del territorio, storicamente unito, CollioBRDA, i due produttori hanno deciso di lavorare a quattro mani. Ogni dettaglio dell’etichetta rimanda  alla volontà di porre entrambi i territori sullo stesso piano: anche per definire la varietà è stato preferito il termine Rebolium, Ribolla, vitigno autoctono di questa regione. Senza barriere e con conoscenze sommate.

Il risultato è uno spumante brut, metodo classico e affinato sui lieviti fino a 18 mesi. fragrante ed elegante, non potente.  Le uve sono raccolte un po’ mature per aver la giusta gradazione alcolica. Perché, si sa, la piovosità, il microclima, la ponca – il terreno tipico – rendono questa zona vocata al bianco. I ragazzi vogliono andare in controtendenza rispetto a chi fa vini spumanti a base di ribolla gialla del Friuli Venezia Giulia perché, al Metodo charmat, è stato preferito il Metodo classico con una rifermentazione in bottiglia e una permanenza di 36 mesi sui lieviti. Le versioni sono due: il Rosé Pinot nero e il Ribolla. Esisterà anche uno Chardonnay

Robert ha alle spalle la scuola del suo papà che, nel ’97, ha dato vita all’etichetta col marchio “Gradisciutta”: il vino si fa come una volta. Senza snaturare. Con attenzione alla sostenibilità. Utilizza solo concime organico, niente prodotti di sintesi. Dietro a queste scelte c’è la volontà di preservare al massimo la qualità e il rispetto della natura e chi lavora con i Princic. Il risultato è uno spumante che conquista, indicato per l’aperitivo, ma anche in abbinamento a pesce, carni bianche o formaggi freschi. Si presenta con un perlage fine e persistente, gradevole al naso, conquista in bocca, con una sensazione piena che regala inaspettate sorprese. Qualche nota tecnica per conoscere meglio questo vino, prodotto su marne e arenarie eoceniche. La forma di allevamento è Guyot, 4000–5000 piante per ettaro; la resa: 7000 kg per ettaro. Per quanto riguarda la vinificazione, la tempestività della vendemmia a mano garantisce la freschezza e il giusto contenuto di zuccheri. Alla pressatura soffice dei grappoli interi segue immediatamente il travaso e la fermentazione a temperatura controllata. Prima di procedere alla rifermentazione, che avviene nelle bottiglie, il vino matura su fecce fini. La sboccatura dello spumante è preceduta da almeno 24 mesi di affinamento sui lieviti. L’impressione è che ci troviamo di fronte a un viticoltore “tosto”, radicato nella tradizione ma curioso e aperto al futuro. Robert sa perfettamente da dove viene e dove vuole andare…

Azienda Agricola Gradis’ciutta di Princic Robert Loc. Giasbana, 32/a 34070 S.Floriano del Collio (GO)

office@gradisciutta.com

T. +39 0481 390237     

M. +39 334 1883254  

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