Al via. Occasione o illusione?

Foto : Pixabay

Lo possiamo ben dire, siamo all’alba di un nuovo giorno.

Questo è un periodo particolarmente delicato e difficile che ha rivelato e mostrerà, in tutta la sua crudezza, le debolezze dell’uomo e del sistema sociale che ritenevamo, fino all’attuale emergenza sanitaria, assolutamente idoneo ad assicurarci lo stato di benessere raggiunto solo tre mesi fa.

Pertanto, la prima cosa che abbiamo dovuto fare, improvvisamente chiusi nella nostra solitudine imposta tra le quattro mura domestiche, è quella di confrontarci con ciò che avevamo raggiunto e come, ponendo in discussione tutti i principi che pensavamo invalicabili, come la globalizzazione.

Invero, sono stati messi a nudo tanti aspetti della nostra vita che avevamo trascurato o, semplicemente, messo da parte in forza magari del raggiungimento di obiettivi economici. Abbiamo riscoperto il valore del tempo, ovvero anche la necessità di fermarsi ogni tanto a pensare, l’esigenza di avere vicino i propri affetti, la bellezza della natura, che non smette mai di stupirci, i sentimenti positivi di solidarietà, lo spirito nazionale e tante altre cose, che appartengono esclusivamente alla nostra intimità.

Ci siamo anche svegliati accorgendoci che tanti altri problemi, emersi in tutta la loro devastante forza come accade nei momenti di particolare crisi, dobbiamo necessariamente affrontarli e risolverli per noi e per chi verrà dopo. Credevamo che la casa comune dell’Europa fosse stata edificata con l’intento di raggiungere obiettivi di benessere collettivo con l’approntamento di strumenti armonizzati secondo principi anche solidaristici oltreché economici. Invece abbiamo riscontrato che ogni Stato ha seguito una propria strada, ponendo le istituzioni europee, oramai politicamente depotenziate, nel difficile compito di varare delle misure di sostegno economico per le imprese ed i propri cittadini.

Guardando al nostro interno, tanti sono gli aspetti sui quali dovremo confrontarci, come l’improvvisa accelerazione di alfabetizzazione digitale, che ci ha consentito – anche se solo virtualmente e con tutti i pro ed i contro – di accorciare le distanze, oppure la macchina infernale della burocrazia che ha impedito “incredibilmente” la fruizione degli aiuti ai bisognosi. Insomma tutte questioni sul tappeto che la politica dovrà affrontare e risolvere, mediante l’adozione di provvedimenti efficaci e particolarmente incisivi.

Quanto detto fino ad ora potrebbe rappresentare l’illustrazione di un quadro a tinte fosche per non dire scure, ma l’inguaribile entusiasmo e senso positivo della vita – rafforzati proprio in questo periodo dallo sventolio del nostro Tricolore – mi portano a guardare fiducioso verso il futuro che appartiene soprattutto ai nostri figli. Lo dobbiamo a questi ragazzi, tralasciando i nostri sentimenti egoistici, anche per il senso civico che hanno dimostrato in questa circostanza, come ricordato da 25 loro coetanei premiati recentemente dal Presidente della Repubblica quali “Alfieri della Repubblica” e costruttori di comunità attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali.

Facendo tesoro dell’esperienza maturata e considerato che situazioni così critiche contribuiscono ad eliminare sacche di ambiguità, incertezza e financo di illiceità, sono convinto che abbiamo tutti gli strumenti per raggiungere traguardi ambiziosi non senza però aver compreso “cosa vogliamo essere e dove vogliamo andare”.

Elio Suentu
Economista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *